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Camerata Cornello

Municipio: Tel. 0345.43543 – Via Papa Giovanni XXIII 7 – 24010 Camerata Cornello (BG)

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Il nome Camerata Cornello, deriva da camerata = casa, dimora e Cornello = roccia, rupe (dal bergamasco CORNEL). Il paese è costituito da una serie di nuclei di sapore antico distribuiti sulla sponda destra del Brembo, dal fondovalle fino alle falde del monte Venturosa. Uno di questi Borghi è Cornello, noto per aver dato i natali al casato dei Tasso postali e letterati. Tra questi ricordiamo BERNARDO, padre del più famoso TORQUATO, immortale autore della Gerusalemme Liberata. Un tempo il borgo era al centro dei commerci che si svolgevano con la Valtellina lungo la via Mercatorum ed era sede di un importante mercato. Sul finire del ‘500 la sua fortuna cominciò a declinare in seguito alla costruzione della nuova strada di fondovalle, la Priula, la quale non toccava il Cornello che in tal modo rimase piuttosto isolato, perdendo l’importante funzione di raccordo tra la media e l’alta valle che aveva svolto fino a quel momento. Il secolare isolamento ha favorito il mantenimento dell’originario tessuto urbanistico che è caratterizzato dalla sovrapposizione di quattro diversi piani edificativi

Nella parte bassa sono allineate una serie di costruzioni a strapiombo sul Brembo, che evidenziano l’originaria caratteristica di fortificazione del borgo. Sopra di esse corre la monumentale via porticata sovrastata da arcate di pietra, coperta da un soffitto in travi di legno e pavimentata in acciottolato. Sotto il porticato si aprono verso valle gli accessi agli edifici del piano inferiore e si affacciano verso monte le botteghe e le scuderie che nel periodo di maggiore sviluppo erano il cuore commerciale del paese. Sul terzo piano, alquanto più aperto e diversificato, si trovano gli edifici destinati ad abitazione, alcuni dei quali di un certo interesse architettonico.

Storia, Arte, Cultura e ambiente: quattro aspetti nei quali è racchiuso il fascino di Camerata Cornello. Un fascino discreto, non appariscente, che richiede assai di più di un semplice sguardo distratto e superficiale, ma che esige attenzione, costanza e piena disponibilità. Il paese non ha da offrire complesse e moderne strutture ricettive, non mette in campo apparati di grande richiamo, ma affida la sua offerta turistica a valori più solidi e collaudati dal tempo e si rivolge a una categoria di visitatori che ama soffermarsi sui particolari e assaporare le atmosfere sobrie ed evocative, siano esse di storici edifici del Cornello, o le semplici, ma suggestive chiesette di montagna o le tortuose stradette delle varie frazioni che costellano il territorio comunale o le serene passeggiate tra verde, acqua e cielo. Semplicità e genuinità che si incontrano anche nella cucina tradizionale e nelle opportunità che sono offerte agli appassionati di sport canoa, trekking, mountain bike, equitazione, pesca, tutti a stretto contatto con la natura.

Trekking tra storia e natura
Le ampie distese di prati e boschi, sovrastati dalle multiformi guglie del Cancervo e del Venturosa, sono la meta ideale per gli amanti del trekking all’aria aperta e delle escursioni verso quote non troppo elevate e percorsi montani non eccessivamente impegnativi. Da qualche tempo tutte le contrade di Camerata Cornello sono servite da comode strade carrozzabili, ma ciò non ha eliminato, anzi ha accresciuto il gusto per le lunghe camminate per sentieri e mulattiere alla scoperta di angoli remoti e tranquilli, dove il tempo sembra essersi fermato e dove gli incontri sempre più rari con la gente del posto diventano occasione per lunghe chiacchierate sui temi del vivere e dello scorrere del tempo. Gli itinerari sono ben tenuti e abbastanza frequentati, per cui possono essere seguiti da chiunque, senza particolari difficoltà.

Dal Cornello alla casa Arlecchino lungo la “Via Mercatorum”
La Via Mercatorum era la principale strada della Valle Brembana prima della costruzione della Priula. Da Bergamo risaliva la Valle Seriana, toccava Selvino, Serina e Dossena per poi scendere a San Giovanni Bianco da dove proseguiva verso l’alta Valle e il Passo di San Marco, passando per Oneta e il Cornello. Il tratto che unisce queste due località è ancora ben conservato ed è meta di tranquille passeggiate. Il percorso si compie in mezz’ora e consente di ammirare, oltre al Cornello, la famosa “casa di Arlecchino” di Oneta, un edificio signorile di epoca quattrocentesca che, secondo la tradizione, fu la dimora di Alberto Ganassa, il primo interprete della popolare maschera bergamasca. Lungo il tragitto si attraversano prati, boschi e vallette e si incontra la contrada di Piazzalina con il suggestivo oratorio di Sant’Anna, la cui facciata è abbellita da un affresco.

Verso le antiche dimore dei Tasso 
Un bell’itinerario è quello che si snoda lungo le contrade nelle quali è documentata la presenza di antiche abitazioni dei Tasso. Dal Cornello si sale ai Tassi, quindi al Bretto, con le sue antiche case, ancora segnate dagli stemmi dei mastri di posta, la chiesetta che appartenne a questa famiglia e, nella valle, i resti dell’antico mulino che per secoli macinò le granaglie dei contadini della zona. Si prosegue poi verso la Voltola, dove si incontra la mulattiera che giunge da Camerata, e quindi verso i Garzani, e la Brembella, contrada adagiata in faccia al sole, ai piedi del Cancervo. 

Un Giro tra le Contrade Alte
Dalla Brembella una mulattiera assai comoda porta ai Lavaggi e al roccolo di Buffalora e quindi ai vasti prati della Ca’ Bianca, dei Piazzeri e della Torre, residuo di un’antica fortezza posta in posizione dominante. Dopo un altro breve e comodo tratto che si snoda alle falde del Venturosa, si entra nel fitto bosco della Lunga e si incontrano i gorghi spumeggianti della Val Secca. E poi l’Era e Cespedosio, gli antichi borghi contadini dove si respira un’aria di altri tempi, e più su, verso gli alpeggi del Campo, dei Campelli, del Prà del Monte e la Baita Maffenoli. Dovunque silenzio ed ampi panorami sul fondovalle.

Nel verde della Val Secca
A dispetto del suo nome, la Val Secca è un ambiente caratterizzato da una fitta vegetazione, con prevalenza di faggi e carpini, e dalla presenza di un impetuoso torrente che da’ origine a tante suggestive cascatelle. L’itinerario prende il via da Camerata Centro e prosegue verso Bruga e poi si inoltra nella Val Secca. Superato il torrente su un bel ponticello romanico in pietra, la mulattiera si inerpica verso le Baite di Rocagello, per poi biforcarsi in due direzioni: verso le contrade Era e Cespedosio.

Alla scoperta delle Contrade Basse
Un altro itinerario di interesse naturalistico tocca le contrade basse partendo da Camerata Centro. Raggiunta la Costa, si segue un agevole sentiero che si inoltra nel bosco fino al minuscolo nucleo di Cornalita. Da qui si scende a Darco, un gruppo di case dal sapore antico che sorge al centro di un verde e soleggiato pianoro. Poi il percorso si divide in due direzioni: verso sinistra, seguendo un tratto della “Via Mercatorum”, si scende alla Baracca e alla zona della Goggia, mentre verso destra si arriva alla Fornace e alla chiesetta del Santo, presso Orbrembo.

Escursioni al Cancervo e al Venturosa
Chi predilige le escursioni in montagna ha l’opportunità di esplorare gli ampi e variegati scenari del Cancervo e del Venturosa. L’itinerario più comune piuttosto agevole e alla portata di tutti è quello che si distacca dalla carrozzabile Brembella /Cespedosio all’altezza del Roccolo di Boffalora, oppure un paio di chilometri più avanti, nei prati della Ca’ Bianca. Percorrendo una comoda mulattiera ancora ben conservata, si giunge in mezz’ora ai pascoli della Vecchia, dopo i quali la salita diventa più impegnativa e si snoda in una serie di tornantini fino al Passo del Grialeggio (m. 1707). Da qui la scelta dell’escursionista può essere diversificata: proseguendo sulla destra si sale alla vetta del Venturosa (m. 1999) da dove si può ammirare il più completo panorama sui paesi dell’alta Valle Brembana, sulla catena delle Orobie e , nelle giornate più limpide, sulle vette delle Alpi. Seguendo il sentiero pianeggiante che si snoda sulla sinistra, si arriva invece alle Baite del Cancervo. Dal Grialeggio è inoltre possibile dirigersi verso il Passo Baciamorti, per imboccare il sentiero delle Orobie Occidentali. Una variante più breve, ma assai ripida è quella che sale al Cancervo partendo dal Piazzo, sopra la Brembella e seguendo il Canalino dei Sassi. Ogni percorso riserva piacevoli sorprese, oltre che per il panorama, per la peculiarità dell’ambiente di natura calcareo dolomitica che favorisce la fioritura di specie floristiche rare e talvolta endemiche e per la facilità con cui ci si imbatte in qualche esemplare di fauna selvatica: camosci, caprioli, coturnici, galli forcelli e perfino l’aquila reale, ricomparsa sulle nostre montagne da qualche anno.